ANDREW HOWE!!!!!!

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Messaggio da spones » 4 set 2007, 8:47

"Giustificata"? Mmhhh.... per me no. Poi dopo aver visto i finlandesi o i giapponesi all'arrivo, un gesto come il suo é sembrato ancor più fuori luogo. Condivido in pieno ciò che hanno detto a caldo i commentatori di eurosport. Nell'atletica certi gesti di stizza non sono di casa, lasciamoli ad altri sport. Purtroppo, e non temo smentite, in Italia non esiste più il piacere di gareggiare per "partecipare", nemmeno negli sport più "decoubertainiani" e nemmeno da bambini. Mentre in altre nazioni (non in tutte, per carità) si é felici per aver partecipato e, ad esempio, per essere riusciti ad arrivare alla fine di una gara MASSACRANTE, qui c'é la cultura che se non vinci non sei nessuno. Non conta altro. E, ripeto, non esiste nessuna immagine e nessun dato che possa smentirmi (almeno in questo caso). Vedo un atleta finlandese che é felice come un bambino solo per essere arrivato settimo o un giapponese che, ciuco di fatica, entra nello stadio camminando (pur essendo stato probabilmente squalificato) e li comparo ad un tizio che appena arrivato tira via il cappellino e se ne va incaxxato nero. E tiro le mie conclusioni...

Onestamente non mi frega verso chi fosse diretta la sua rabbia. Se sei un pirla non c'é bisogno di farlo sapere a tutti con sceneggiate fuori luogo all'arrivo. Un po' di rispetto per gli altri atleti, per la disciplina della marcia e per lo sport in generale non guasterebbe. Ma purtroppo non é solo colpa sua, ma anche di tutto l'ambiente che lo circonda.

Ovviamente questa é la mia idea di sport.
"Those people who think they know everything are a great annoyance to those of us who do."

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Messaggio da itamare76 » 4 set 2007, 16:11

Sono sempre più convinto che l'ideale decoubertainiano sia diventato per chi gareggia oramai troppo vecchio e fuori moda.
Provate a pensare alle pressioni che deve subire un atleta nel corso della sua carriera e paragonatele magari a quelle di un atleta di mezzo secolo fa ...
E tale meccanismo non è solo di proprietà dell'atletica ma si allarga tranquillamente a tutti gli sport dove partecipare e basta non ha alcun senso.
Non dico che giustifico simili sfoghi ma posso facilmente comprenderli.
IL RITORNO DI "ER MUTANDA"!

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Messaggio da spones » 5 set 2007, 10:04

Giusto ragionamento, Ita. Per quanto riguarda determinate realtà, ovviamente.

Fortunatamente però, arrivano atleti di altre nazioni (evidentemente, da questo punto di vista, più evolute di noi) a darci lezioni di sportività e di umiltà.

Due cose di cui abbiamo un gran bisogno...
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Messaggio da aliba@ » 5 set 2007, 10:10

Fantastico Andrew Howe!

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Messaggio da itamare76 » 5 set 2007, 22:10

Si Spones il mio ragionamento vale per tutte quelle realtà dove l'esasperazione dell'agonismo mangia il cervello degli atleti. E non solo l'esasperazione ...
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