L'Uomo sulla Luna, quel 20 Luglio 1969...


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L'Uomo sulla Luna, quel 20 Luglio 1969...

Messaggio da Nike » 17 giu 2009, 15:54

Teramo / L’Uomo sulla Luna il 20 Luglio 1969. Le celebrazioni del primo sbarco umano: 40 anni fa, la più grande avventura dell’umanità. Che cosa abbiamo imparato? Il film “In the Shadow of the Moon”, la prima grande epopea cinematografica ad alta definizione sulle Missioni Apollo della Nasa. E la Virgin Galactic, la nuova compagnia privata di volo suborbitale, inaugura l'addestramento dei 100 Vip per il primo volo spaziale commerciale con la Space Ship II. Ora tocca all’Europa fare il suo balzo sulla Luna.

(di Nicola Facciolini)

“E’ un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l'umanità”. Sono le parole pronunciate dall’astronauta americano Neil Armstrong mentre posava il suo piede sulla soffice superficie del suolo lunare. Erano le 21:56 del 20 Luglio 1969 ora di Houston (Usa), in Italia le ore 4:56 del 21 Luglio. Fu un’impresa storica ma soprattutto un successo politico interamente ascrivibile al presidente J. F. Kennedy, ai limiti delle possibilità tecnologiche umane. Fu deciso di andare sulla Luna e in meno di dieci anni il sogno divenne realtà, grazie all’Agenzia Spaziale Americana NASA. Fu sufficiente applicare a dovere la fisica di Newton. Stregati dalle sonorità di “Fly Me to the Moon” di Frank Sinatra, nel 40mo anniversario dello sbarco sulla Luna (http://video.libero.it/app/play?id=1108 ... 511c8d254a), auguriamoci di cuore di riscoprire e irradiare a tutti quello spirito pionieristico che ha portato l’umanità a calpestare il suolo lunare il 20 luglio 1969. Impresa celebrata ogni anno sul nostro territorio da Monsignor Ettore Di Filippo (Civitella del Tronto, Teramo), grande cultore delle scienze spaziali (http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Di_Filippo).
Iniziate il 4 ottobre 2007 le celebrazioni dei primi 50 anni dell’Uomo nello spazio, in questi mesi abbiamo avuto sempre qualcosa e qualcuno da ricordare per rivivere insieme l’inizio dell’avventura umana nella Galassia. Nelle sale cinematografiche di tutto il mondo (quando in Italia?) i cultori delle scienze spaziali hanno avuto modo di vedere il bellissimo film-documentario “In the Shadow of the Moon” (Usa, 2007) del regista Ron Howard, la prima epopea cinematografica ad alta definizione, dedicata alle missioni Apollo della Nasa, per la prima volta presentate al grande pubblico con effetti “4D”. L’alto livello di qualità artistica e cinematografia raggiunto dalla documentaristica americana in tema di spazio e missioni umane nel Cosmo, è sotto gli occhi di tutti. Siamo ben oltre la fantascienza degli effetti speciali perché è la realtà dei filmati d’epoca a suscitare l’emozione del volo cosmico. Molti documentari, sceneggiati televisivi e film come “Uomini veri”, “Apollo 13” e l’ottima serie “Dalla Terra alla Luna” di Tom Hanks, in questi anni hanno cercato di trasmettere l’essenza del volo umano nello spazio, intorno alla Terra e dalla Terra alla Luna, per descrivere e far rivivere quelle emozioni a chi ancora non c’era nei giorni gloriosi dei programmi Mercury, Gemini e Apollo.
Tutto ebbe inizio nel 1947 quando il pilota americano Chuck Yeager “frantuma” il muro del suono. La caduta di quella mitica barriera stimola la preparazione di una ancor più grande conquista dello spazio. La scienza, la volontà competitiva sul piano politico, i grandi sviluppi della tecnologia ed un gigantesco impegno finanziario ed organizzativo, pubblico e privato, concorrono a preparare la storica impresa. Ma, per il pieno successo di essa, occorrono gli “uomini giusti”, occorrono piloti veri scrupolosamente selezionati, superdotati e severamente addestrati: esseri intelligenti e coraggiosi, gli “scout” nello spazio. Il film “Uomini Veri” (The Right Stuff, Usa 1983) di Philip Kaufman, documenta e racconta la storia dei “magnifici sette” che gli Stati Uniti d’America prescelsero a tale scopo (Shepard, Glenn. Carpenter, Grisson, Shirra, Slayton e Cooper) anche in rapporto ed a testimonianza dei valorosi che li hanno preceduti, superando nel cielo altre difficoltà e barriere. Nel 2000 Tom Hanks, Imagine Entertainment e HBO presentano lo sceneggiato “Dalla Terra alla Luna”, la drammatica storia delle indimenticabili missioni Apollo e dei loro eroici astronauti, dallo storico discorso del presidente John F. Kennedy, passando per le prime spedizioni nello spazio con equipaggio a bordo, fino al momento cruciale del programma spaziale: l’uomo sulla Luna. “Un piccolo passo per un uomo...un grande passo per l’umanità”. Raccontate con una tensione narrativa senza precedenti attraverso le interpretazioni memorabili di Cary Elwes, Sally Field, Chris Isaak e tanti altri, queste sono le storie di uomini, donne e bambini che vissero, respirarono e costruirono, a partire dalla forza di volontà, uno dei successi più straordinari nella storia del genere umano. Altri film hanno centrato l’obiettivo con un certo successo, pur essendo ancora legati agli standard televisivi di vecchia data. Una considerevole eccezione fu il lavoro di Al Reinert del 1989 “For All Manking”, il primo tentativo di portare sul grande schermo le missioni Apollo.
A 20 anni di distanza, scopriamo il suo degno successore nel film-documentario per il grande schermo di David Sington,“In the Shadow of the Moon”. Per la prima volta, Sington reinventa il film documentaristico delle missioni Apollo. Direttamente dagli archivi della Nasa, gli spettacolari filmati originali delle missioni Apollo, fotogramma per fotogramma, prendono di nuovo vita, trasferiti in un film ad alta definizione e in un modo che non ci saremmo mai immaginati di poter vedere. Una buona fetta del mancato successo delle precedenti pellicole, era di aver glissato sulle fasi di lancio e di “separazione” dei vari stadi nell’atmosfera, del più grande missile della storia mai costruito prima d’allora, il potente Saturn V. “In the Shadow of the Moon” celebra il vettore Saturn V e il genio dei suoi inventori, senza i quali non saremmo mai andati sulla Luna. Numerosi pezzi della sequenza di lancio avviata dall’italo-americano Rocco Petrone dal centro di controllo della Nasa, includono spettacolari filmati ripresi della camera a largo campo dell’Apollo 17. Il film è uno spettacolo per gli occhi e la mente, dalla partenza degli astronauti, all’abbandono dell’orbita terrestre quando tutto ebbe inizio. E per la prima volta siamo con loro, li possiamo seguire sul Modulo di Comando nei giorni in cui gli astronauti vivono le loro lunghe ore di attesa: prima e dopo la cattura gravitazionale della Luna, l’immissione in orbita lunare, il distacco del Lem, la discesa sulla superficie sconosciuta e proibita della Luna, gli esperimenti scientifici condotti sulla superficie non da robot o sonde automatiche ma da veri esseri umani, o meglio da “uomini veri”, gli astronauti della Nasa. Esperimenti che hanno contribuito alla fondazione della nostra attuale comprensione del ruolo dell’Uomo sulla piccola sfera blu della Terra e nell’Universo. Fino al decollo dello stadio superiore del Lem per l’aggancio in orbita al modulo di comando e il ritorno sulla Terra. Ogni Modulo di Comando e ogni Lem, ha avuto il proprio nome nelle sette missioni Apollo. Li sapete? Li ricordiamo nel film “In the Shadow of the Moon” direttamente dalla viva voce dei numerosi astronauti che hanno vissuto in prima persona il viaggio verso la Luna. I loro pensieri, le loro sensazioni, le loro esperienze critiche al limite delle umane possibilità, hanno segnato un’epoca immortale che ci apprestiamo a rivivere nei prossimi anni. Nulla di propagandistico, ma la pura e semplice verità filmata e documentata nelle reali interviste agli astronauti. Quanto basta per occupare lo spazio di un film d’autore senza precedenti.
Si comincia con la testimonianza dell’astronauta Charlie Duke dell’Apollo 16. Suo padre – racconta Duke – apparteneva all’epoca in cui era molto difficile credere che qualcuno potesse davvero volare su altri mondi. Figurarsi per suo figlio, volare sulla Luna. Ma poi Charlie Duke confessa, che per suo figlio, la sua passeggiata sulla Luna non era poi una “così grande impresa”! Segno che lo spirito delle missioni Apollo e dell’avventura sulla Luna, divenuto ormai monotona routine, non bastava a conservare l’audience originario. Per assistere alle missioni Apollo ed apprenderle dalla viva voce degli astronauti, il film “In the Shadow of the Moon” unisce i suoni del privato con le immagini e i dialoghi (anche privati) tra i tecnici del centro di controllo missione e gli astronauti. Possiamo così scoprire familiari le parole pronunciate da Neil Armstrong al tocco della superficie polverosa della Luna e la voce dal centro di Houston che risponde (Charlie Duke), spezzando il silenzio della sala di controllo Nasa. I produttori hanno cercato e trovato le bobine audio originali ed assemblato le voci per la prima volta. Una vicenda memorabile, per molti osservatori quasi ovvia, ma dalla prospettiva storica, che saluta e onora il lavoro di quanti hanno realizzato “In the Shadow of the Moon”.
Perché questo titolo al film? Sono parole ispirate a quelle pronunciate dal Presidente J. F. Kennedy di spedire un americano sulla Luna e di farlo tornare a casa sano e salvo, in meno di 10 anni. Kennedy ha modificato radicalmente il modo di ragionare della gente. Anche di quanti nel mondo credevano che fosse impossibile. Un sogno, uno spirito, una realtà scientifica e tecnologica che ha animato tutte le missioni Nasa, fino alle astronavi Apollo, fino ed oltre l’ultima navicella che posò le zampe del Lem sulla Luna, l’Apollo 17 nel 1972.
Jim Lovell è famoso per essere stato il comandante dell’Apollo 13, la missione “abortita”, ma pochi ricordano che Jim era stato anche a bordo del primo volo umano ad aver lasciato la gravità della Terra per sconfinare nello spazio della Luna, l’Apollo 8. Lovell racconta: “Dalle profondità siderali della Luna, puoi nascondere la Terra dietro il tuo pollice, e con essa tutto quello che hai conosciuto: i tuoi affetti, il tuo lavoro, i problemi della Terra, tutti nascosti dietro il tuo dito. Allora, ti rendi conto di come siamo realmente insignificanti”. La missione Apollo 13 venne definita “un fallimento di grande successo”, perché l'equipaggio non poté camminare sulla Luna, ma grazie ad un enorme sforzo collettivo (anche del personale a terra) i tre astronauti riuscirono a rimanere vivi ed a tornare sulla Terra.
Alcuni dei commenti più interessanti “In the Shadow of the Moon”, vengono da un astronauta che non mai ha messo piede sulla superficie lunare, il pilota del Modulo di Comando dell’Apollo 11, Michael Collins. Nel film racconta la sua esperienza di navigatore: “Mi stupivo del lavoro di tutti all’unisono con l’efficienza, la precisione e la regolarità di un orologio, e pensavo si trattasse di una magica realtà. In effetti doveva trattarsi anche di questo, perché tutto procedeva come prestabilito. Nessuno poteva permettersi di sbagliare. Anch’io non ho fatto errori. Ho fatto molte cose che potevo sbagliare, ma le cui conseguenze, se avessi commesso errori, sarebbero state immediatamente ovvie a tre miliardi di testimoni oculari”. A missione compiuta, quando l’Apollo 11 ammarò sull’oceano Pacifico, la prima reazione di Collins, quando il sommozzatore aprì il portello della capsula del modulo di commando, fu quella di ammirare la bellezza delle profonde acque blu della Terra. Sensazioni tipiche di un alieno in visita alla Terra. E, in un certo senso, fu così.
La programmazione mondiale, e non solo americana, del film “In the Shadow of the Moon” è coincisa perfettamente con le celebrazioni del 50mo anniversario della messa in orbita terrestre del primo satellite artificiale, lo Sputnik Uno (4 ottobre 1957). Un’occasione impedibile anche per il pubblico italiano. Non tutti hanno avuto il privilegio di essere testimoni diretti dell’inizio del programma spaziale umano e della prima passeggiata su un altro mondo benché vicino come la Luna.
Poiché non c’è nulla di comparabile al livello altamente divulgativo ed educativo della visione del film-documentario “In the Shadow of the Moon”, abbiamo ragione di credere che il successo dell’opera possa servire a far capire quanto reali ed attuali sono per tutti noi, ancora oggi, quei giorni gloriosi. Le sette missioni Apollo costituiscono poche pagine di Storia sui libri che mai furono in grado di registrare le reali sensazioni di quanto accadeva in tempo reale, 50 anni fa.
Con il film “In the Shadow of the Moon” tutti possono rivivere subito alcune di quelle sensazioni che molti della generazione dell’Apollo hanno vissuto in diretta Tv. E’ uno strumento ma anche il miglior auspicio per ispirare la nuova generazione di astronauti (già nati!) che ritorneranno sulla Luna, per poi conquistare Marte e Venere, ed espandere la presenza dell’Umanità nel resto del Sistema Solare e nella Galassia. Con quello spirito da pionieri che ci ha portati a calpestare il suolo lunare il 21 luglio 1969.
Il sesto astronauta dell’Apollo 16, il “moonwalker” John Young, ce lo ricorda nella sua visione prospettica dallo spazio. “Ci sono molte cose come l’inquinamento urbano che si notano subito quando sei in orbita. Puoi vedere su ogni grande città della Terra la propria caratteristica cappa di smog, unica e inconfondibile. Allora volgiamo il nostro sguardo là fuori per il futuro dei nostri figli e nipoti. Ma qui sulla Terra che cosa ci preoccupa? Il prezzo di un gallone di carburante”. Osservare la nostra Terra dallo spazio, orbitare intorno ad essa, è senza alcun dubbio un’esperienza necessaria per comprendere le necessità vitali della nostra casa-Terra, l’unica che abbiamo, per salvare questo nostro piccolo pianeta blu e consegnarlo alle future generazioni. Dopo tutto, i vari movimenti ambientalisti nacquero all’indomani delle missioni spaziali degli Anni ‘60 e ’70 che aprirono le coscienze alla visione della una nuova Terra. Senza le missioni Apollo della Nasa, e quindi, degli Stati Uniti d’America, non avremmo mai avuto la percezione globale dei problemi ambientali odierni. Quella tecnologia, tra l’altro, è madre anche dei termometri ottici istantanei oggi in vendita nelle farmacie italiane.
Il film “In the Shadow of the Moon” annuncia agli abitanti della Terra che l’esplorazione dello spazio è importante e deve coinvolgere tutti, per il nostro futuro di uomini e di specie senziente. Non è solo una celebrazione delle missioni Apollo ma anche del volo umano spaziale che ci attende. Là fuori…E ci sono davvero 100 persone (tra cui il capitano Kirk della nave stellare Enterprise) ad iniziare l’addestramento per il loro primo volo sub-orbitale dal costo abbordabile di 200mila dollari. A occuparsi del training è la National Aerospace Training And Research, detta anche Nastar. Della spazio-mobile si sta occupando la suddetta Virgin Galactic, proprio quella di sir Richard Branson che sta creando una compagnia di voli spaziali per viaggi turistici, ricerca scientifica, mineraria e possibili sviluppi commerciali nel Sistema Solare. La partenza della spazio-mobile Space Ship II non avverrà prima del novembre 2009, dal deserto del Mojave (Usa). Lo scopo dell'allenamento è semplice: considerando che la spinta necessaria a far staccare l’aeronave dal suolo è proibitiva per i comuni passeggeri della domenica, la Virgin preferisce addestrarli, con tanto di sacchetto in dotazione. Il programma durerà due giorni, periodo in cui, come dicono alla Nastar, “vi faremo effettuare un veloce movimento rotatorio su voi stessi verso l'alto, poi vi spingeremo velocemente in basso, poi vi rifaremo roteare di nuovo, spingendoci però un po' più in là di prima”…Come fanno i piloti della Nasa e dell’Esa, i migliori del mondo. Questo dovrebbe servire a evitare la nausea durante il decollo e il volo vero e proprio. Anche perché secondo la Nastar “il disagio che si prova durante lanci del genere è solo psicologico”. Passati i due giorni di allenamenti intensivi, il passaggio seguente sarà il volo sulla “Space Ship One”, un gioiellino che cinque anni fa vinse una gara da 10 milioni di dollari per realizzare il primo aeromobile spaziale per usi privati. Dopo tutto, solo quando puoi nascondere l’intero mondo con miliardi di persone con il tuo pollice - come disse Jim Lovell - puoi veramente vedere “what we have to deal with”. Ora tocca all’Europa, fare il suo balzo sulla Luna, prima della Cina.



den
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Messaggio da den » 18 giu 2009, 10:13

A superquark ho sentito che la prossima missione lunare umana è prevista per il (gulp) 2020....e marte nel 2035.

-E lei, come si sente?

-Professore, non le dico: Antani, come trazione per due anche se fosse super-bip-la bitumata ha lo scappellamento a destra...

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Messaggio da serbat » 15 lug 2009, 23:44

Per aggiornamento la NASA a questo indirizzo (http://www.nasa.gov/apollo40th e http://spaceflight.nasa.gov/history/apollo/apollo11). Ha messo in onda tutta la missione via radio e da quel momento è iniziato....Spazio ultima frontiera.......

L'essenza della fantascienza è diventata cruciale per la nostra salvezza....semmai dovessimo essere salvati

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Messaggio da Captain Janeway » 16 lug 2009, 12:07

Che delusione però, che dopo 40 anni non si sia fatto altro...

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Messaggio da favarato » 16 lug 2009, 18:04

Vero Capitana, anch'io penso con amarezza al fatto di non aver vissuto un momento storico del genere da quando sono nato, ma solo eventi catastrofici, eccezion fatta per la caduta del Muro di Berlino.

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Messaggio da Dracon di Vulcano » 16 lug 2009, 20:05

2009: Primo volo umano dalla Terra a Saturno, su una nave spaziale della NASA al comando del Capitano Shaun Christopher. Il volo rappresenta una pietra miliare nell'esplorazione spaziale umana (Tomorrow is Yesterday).

Coraggio ragazzi, anche voi quest'anno sarete testimoni di un evento memorabile... ::p: :razz: :smokin2:
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Messaggio da favarato » 18 lug 2009, 14:20

Eh, Dracon, mi sa che Spock ha ricordato male la data, probabilmente era il 2090... :sad:

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Messaggio da hathor » 20 lug 2009, 10:07

:lol:
Stasera su La7 c'è Moonshot, ho letto che, nonostante alcuni blooper ed errori e l'aver romanzato un po' troppo i tre mitici (Aldrin, Collins ed Armstrong), sia comunque un buon documentario/film sull'evento.
Beh, comunque sono curiosa di vederlo... Intanto ho raccolto un po' di emozioni e racconti da mamma e papà che c'erano quarant'anni fa...

"How long since you've used them?"
"Eight years, seven months, sixteen days, four minutes, twenty-two..."

"Far too long."
...

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Messaggio da Dracon di Vulcano » 20 lug 2009, 19:58

Io ricordo benissimo la figuraccia di Tito Stagno, e le risate sotto i baffi degli ospiti nello studio quando Ruggero Orlando ( un mito! ) disse che il lem non era ancora atterrato... :lol:
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Messaggio da favarato » 20 lug 2009, 20:14

Mah, su Moonshot ho letto abbastanza male, dicono sia un film che s'è preso un sacco di 'licenze' sugli eventi.
Comunque anch'io prima dell'ultima MITICA puntata di Lost me lo guardero'. :wink:

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Messaggio da hathor » 21 lug 2009, 9:36

Dracon quella se la ricordano tutti... forse anche meglio dei nomi degli astronauti allunati! :lol:

Moonshot me lo sono visto tutto ieri sera, e credo in effetti che si siano presi un po' di licenze... ma il racconto degli eventi rimane comunque emozionante, una vera "avventura" concedetemi il termine.
Mio padre mentre lo guardavamo si è girato verso mio fratello (che ha assistito all'allunaggio dalla pancia di mia mamma...) e ci ha detto: "E considerate che era 40 anni fa!!"

Mi è rimasto l'amaro in bocca perchè solo La7 ha fatto qualcosa in prima serata...

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Messaggio da solo » 21 lug 2009, 22:32

Concordo in pieno con Prys...ehm, hathor. L'ho visto anch'io e anche se in dei punti ci sono state delle belle forzature o soluzioni narrative che lasciano il tempo che trovano mi ha interessato moltissimo.



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Messaggio da favarato » 22 lug 2009, 21:20

Molto suggestivo in alcuni momenti, vero, carino tutto sommato.

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