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Messaggio da VulcanSmile » 21 dic 2010, 14:10

A volte leggendo alcuni articoli penso che succedano cose davvero allarmanti:

http://www.corriere.it/esteri/10_dicemb ... aabc.shtml

In Ungheria è stata di fatto abolita la libertà di stampa.
Ma peggio dell'articolo, se possibile, è questo commento del forum sottostante:


un tetto del 20% per le notizie di cronaca nera... non è forse condivisibile?? O preferite i reality show su Avetrana, Yara ecc... e mi pare giusto responsabilizzare i giornalisti. Che non dovrebbero poter dire quello che vogliono su questioni "calde" senza avere fonti. I media hanno un potere enorme (specie di spuTanamento). Che non può essere esercitato in maniera arbitraria. Altrimenti si trasforma in abuso.. qualsiasi diritto se abusato si trasforma in violenza. Compreso quello della libertà di informazione.


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Messaggio da interforever » 21 dic 2010, 14:25

Il limite c'è, è dato dalla possibiltà di querelare se ti ritieni diffamato...
Il commento che hai incollato è davvero preoccupante...
Aggiungo sottovoce una cosa: nella libertà di querelare, io aggiungerei il famoso comma Luttazzi...

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Messaggio da TheGib » 21 dic 2010, 19:49

La notizia è preoccupante, anche se magari fa parte di un bel giardinetto di problemi ungheresi che noi ignoriamo e che ogni tanto i media, visto che ora siamo nel ciclone Wikileaks, si degnano di riferirci :smokin:

Il commento non mi stupisce più di tanto; basta pensare a Mr.Bandana: se è al governo, qualcuno lo avrà pur eletto... [:mauri92]

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Messaggio da interforever » 8 giu 2011, 21:08

Incollo dal blog di Marco Travaglio.

Obbligo di lingua
Casomai servisse un vademecum per comprendere – al di là dei bei discorsi su ascolti, compensi, liquidazioni, guerre editoriali e giudiziarie, editti bulgari e postbulgari – come si lavora in Rai, capita a proposito il caso Report.

Domenica Milena Gabanelli ha mandato in onda un servizio ordinato dall’Agcom, la cosiddetta Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Garanzie di chi? Del ministro Giulio Tremonti, che l’anno scorso non aveva gradito una puntata di Report (Conti, sconti e Tremonti, 24 ottobre 2010) piuttosto critica sulla sua manovra finanziaria e sul conflitto d’interessi che lo vede ora nei panni di consulente fiscale di grandi gruppi finanziari (alcuni in contenzioso con l’Agenzia delle Entrate per violazioni fiscali), ora in quelli di ministro dell’Economia. Invitato per tre volte da Report a dire la sua, Tremonti aveva sempre rifiutato. Ma subito dopo la messa in onda, anziché inviare una rettifica (casomai avesse qualcosa da precisare), o querelare (casomai fosse stato diffamato), o intentare una causa civile (casomai avesse subìto danni), si era rivolto all’Agcom con un esposto, lamentando la lesione dei principi di correttezza, completezza, imparzialità e obiettività dell’informazione: Report, a suo dire, avrebbe peccato di “partigianeria”, “interviste rilasciate da esperti di orientamento capzioso”, “tesi deformate e precostituite con l’obiettivo di screditare l’obiettivo messo nel mirino, adducendo la scusante di non aver interloquito con l’interessato”.

Ora, Tremonti non è solo il ministro più potente del governo B. È anche l’azionista di maggioranza della Rai e come tale nomina uno dei 9 del Cda. Il 30 marzo l’Agcom prontamente obbedisce al diktat tremontiano con la delibera n. 185/11, approvata a maggioranza (contrari D’Angelo, Lauria e Sortino) e firmata dal commissario Antonio Martusciello (appena piazzato da B. per i suoi requisiti di specchiata indipendenza e competenza, essendo stato prima suo dipendente in azienda, poi coordinatore regionale del suo partito, infine deputato e viceministro del suo governo): “La Rai è tenuta ad assicurare il diritto di replica ai fini del riequilibrio della trasmissione Report… mediante la diffusione di una nuova puntata che dia spazio anche a voci e a testimonianze positive nazionali e/o internazionali, relative alla manovra economico-finanziaria del ministero dell’Economia, al fine dell’effettivo ripristino dei principi di obiettività, completezza e imparzialità dell’informazione”.

Non un fatto, un dato, una frase di Report sono ritenuti falsi, inesatti o diffamatori, ma siccome Tremonti piange va accontentato con una puntata riparatoria in cui si parli bene di lui. E, siccome lui non vuole parlare, per garantire il contraddittorio bisognerà intervistare un plotoncino di suoi fan che lo lecchino in sua assenza. Strepitoso l’accenno alle “voci positive nazionali e/o internazionali” (come le sigarette di una volta: nazionali o esportazione): casomai non si trovasse nessuno disposto a leccarlo in Italia, lo si cerchi all’estero. Il 10 aprile, mentre Rai 3 annuncia ricorso al Tar contro questo delirio agcomico, la Gabanelli torna a invitare Tremonti o chi ne fa le veci a Report. Ma invano.

Il 9 maggio Stefania Rimini di Report raggiunge Tremonti a un convegno e, in conferenza stampa, lo invita ancora una volta a partecipare alla puntata in cantiere: “No, prima dovete fate una bella trasmissione riparatoria… Prima fate voi, poi vengo io”. L’altra sera finalmente la puntata riparatoria: Sabrina Giannini implora alcuni economisti di parlare soltanto bene di Tremonti perché, se azzardano una critica, questa non potrà andare in onda “altrimenti l’Agcom ci multa di nuovo”. La critica è lecita solo se seguita dalla leccata. E nei programmi dove si lecca soltanto, come si garantisce il contraddittorio? Sarebbe disumano chiedere a Minzolingua di violentarsi criticando il governo: al massimo, in omaggio alla par condicio, ogni tanto potrebbe leccare anche l’opposizione.


Commento mio: Non sapevo dove mettere questo articolo, e ho pensato di metterlo qui. Due osservazioni: 1) ma come fa un ministro a rifiutarsi di rispondere ad un giornalista su questioni così delicate? E perchè i parlamentari dell'opposizione non presentano interrogazioni in parlamento? 2) Avete sentito che il ministro Romani vuol chiedere un aumento del canone per compensare i mancati introiti di Annozero? Della serie, cornuti e mazziati.

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Messaggio da spones » 9 giu 2011, 10:25

Articolo interessante :wink: su Tremonti stenderei un velo pietoso... anche se ogni tanto mi sembra l'unico del presente "governo" ([:ride])che é un po' (e a tratti) lucido...

Quello che mi fa seriamente incaxxare é la possibilità che questi esseri indefinibili possano aumentare ancora il canone. Oltretutto io sono in una situazione ormai piuttosto comune: non ho l'antenna e dovrei quindi usufruire di questo "servizio pubblico" ([:ride]) via parabola. Solo che i tizi indefinibili codificano quello che reputano più importante. Dunque io pago il canone (perchè lo pago) per vedere ciò che loro reputano meno importante... qualcuno prima o poi mi spiegherà (spero senza cercare di prendermi per il [:culetto] con idiozie su tasse istituite dalla sinistra, perchè non é l'argomento in questione...) perchè devo pagare qualcosa che anche nel caso dovesse venirmi voglia di usufruire (probabilmente a causa di una qualche forma più o meno precoce di Alzheimer), non potrei comunque... dalle mie parti c'é un nome ben definito per "balzelli" del genere... lo chiamiamo "pizzo".

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Messaggio da ormazad » 9 giu 2011, 11:38

Il canone è una tassa di possesso sul televisore .
Come il bollo auto lo paghi anche se hai l' auto ferma in garage , così il canone si paga anche se tieni il televisore spento .


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Messaggio da spones » 9 giu 2011, 12:43

E qui ti volevo. Punto uno, questa é una leggenda metropolitana. Punto due, anche se così fosse l'aumentare il prezzo di questa "tassa" perchè si presume che calino gli ascolti perchè tu "cacci" un "anchor man" per motivi più o meno politici, é un qualcosa che solo certi "tizi" possono pensare di fare. Punto terzo e dulcis in fundo, ogni tassa deve avere il suo "ritorno" per il cittadino. Io pago le tasse e sono ammesso negli ospedali senza che in alcuni giorni mi vietino l'ingresso, oppure posso utilizzare le strade (quasi) a mio piacimento, oppure posso usufruire della scuola pubblica o di altri servizi sempre pubblici. Forse essendo in italia ce ne siamo dimenticati ma la tassa é un qualcosa che tu, cittadino, versi allo stato per finanziare i servizi. Ciò che funziona diversamente é, appunto, pizzo. Proprio come il bollo auto, se é per questo, ma perlomeno l'auto sono io a decidere se tenerla o meno in garage e non viene qualcuno a bloccarmi la porta del garage perchè "oggi per strada gioca la nazionale". E, comunque, il bollo auto non me l'aumentano perchè il ministero dei trasporti ha licenziato (o fatto scappare) qualcuno...

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Messaggio da ormazad » 9 giu 2011, 13:50

Punto uno : ricordavo che è una tassa di possesso e da una ricerchina su google mi risulta così
Il pagamento del canone d’abbonamento è stato istituito da un regio decreto quando ancora non esisteva la televisione. E’ dovuto per la semplice detenzione di uno o più apparecchi TV indipendentemente dai programmi ricevuti. La Corte costituzionale nel 2002 gli ha riconosciuto la natura sostanziale di imposta per cui la legittimità dell'imposizione è fondata sul presupposto della capacità contributiva e non sulla possibilità dell’utente di usufruire del servizio pubblico radiotelevisivo al cui finanziamento il canone è destinato. Quindi il canone di abbonamento è da riconoscere in forza della mera detenzione di un apparecchio televisivo" indipendentemente dall'utilizzo che ne venga fatto o delle trasmissioni seguite o che per motivi orografici non sia possibile ricevere uno o più canali della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
punto due : ce lo aumentano perchè la RAI è in deficit da sempre , sei più contento ??
punto terzo : Tu paghi la sanità pubblica anche se hai una salute di ferro e non sai come si chiama il tuo medico di base .

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Messaggio da Garak79 » 9 giu 2011, 14:23

@Spones: purtroppo sul punto uno ci sono anche due sentenze, una della Corte Costituzionale e una della Corte di Cassazione, che danno ragione ad ormazad...
« Benché all’origine apparisse configurato come corrispettivo dovuto dagli utenti del servizio [...] ha da tempo assunto, nella legislazione, natura di prestazione tributaria, fondata sulla legge [...] E se in un primo tempo sembrava prevalere la configurazione del canone come tassa, collegata alla fruizione del servizio, in seguito lo si è piuttosto riconosciuto come imposta »
(Sentenza del 26 giugno 2002 n. 284, Corte costituzionale)
« La natura del canone di abbonamento radiotelevisivo non trova la sua ragione nell'esistenza di uno specifico rapporto contrattuale che leghi il contribuente, da un lato, e l'Ente Rai, che gestisce il servizio pubblico radiotelevisivo, dall'altro, ma costituisce una prestazione tributaria, fondata sulla legge, non commisurata alla possibilità effettiva di usufruire del servizio de quo »
(Sentenza del 20 novembre 2007 n. 24010, Corte di Cassazione)
E questo risponde anche al tuo punto tre: il canone non è una tassa (che viene utilizzata dallo stato per finanziare un servizio) ma un'imposta, che invece non è connessa alla fruizione di un servizio... Il fatto che poi il canone sia un'imposta giusta è tutto un altro paio di maniche e ci sarebbe molto da dire in merito, ma non posso perché siamo in fascia protetta...

Sul punto due invece hai ragione da vendere...

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Messaggio da spones » 9 giu 2011, 14:56

Ok sul punto uno. Sul punto due non t'offendere ma della tua spiegazione sul perchè ce l'aumentano mi interessa il giusto. A me interessano le dichiarazioni "ufficiali" dei tangheri. Sul punto tre forse non ci siamo capiti: non é questione di scelta mia, ma di scelta dell'emittente che mi priva di "godere" del servizio. Oltre al fatto che anche avendo una salute di ferro ho sempre la POSSIBILITA' di accedere ai servizi medici.

Garak, OGNI tassa é funzionale ad un servizio. Per questo possono dirla come gli pare, canone o tassa di proprietà, ma se serve a finanziare un "pubblico servizio", é funzionale a tale servizio. Se io pago la TARSU, mi aspetto che i miei soldi vengano utilizzati per quel servizo. Il solo fatto di sogghignare a tale affermazione e/o a dire "certo, come no?" é il migliore indice della nazione in cui viviamo. Nonchè il motivo per il quale chiunque può cerca di pagare il meno possibile e solo i fessi come me (incastrati da buste paga o da eredità di canone) pagano quanto dovuto. E la cosa ancora più divertente é che la più grande fetta di evasori sono quelli che difendono questo tipo di status quo. Motivo? Semplice, continuando così sanno come barcamenarsi, ma se dovessero, ad esempio, togliere il bollo o il canone certi soldini dovrebbero in qualche modo recuperarli. E allora lasciamo che siano i soliti pirlotti a pagare... anzi convinciamoli che questa "situazione" é ineluttabile e/o per il meglio...

P.S. Niente di personale con nessuno ovviamente (Ormy compreso :smokin: ), ma sono stanco di essere preso per il [:culetto]



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Messaggio da Garak79 » 9 giu 2011, 15:18

Chi è che sogghigna, scusa? Credi che a me faccia piacere pagare con i soldi del canone lo stipendio a Minzolini & Co.?
E comunque l'idea di imposta è nata insieme al diritto romano: sta a vedere che per una volta hanno ragione i leghisti...

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Messaggio da spones » 9 giu 2011, 16:03

Non mi riferivo a te sul "sogghignare", ma quando si dice che uno s'aspetta che le sue tasse (o imposte) vengano utilizzate per il motivo per cui sono prelevate capita che qualcuno sogghigni.

Qui non si tratta se ha ragione la lega o il pd, una cosa é l'imposta che viene versata per "arricchire" uno stato e incanalata in un calderone generale, un'altra é una tassa su un bene o un area particolare. Quel tipo di "tassa/imposta/balzello/pizzo" DEVE essere utilizzata in modo funzionale al bene o all'area competente. Punto. Nei paesi civili funziona così. E, proseguendo il filo logico, se il mio canone viene considerato come DEVE essere considerato, cioè una tassa "funzionale", va da sè che io pago un servizio e che DEVO essere messo in grado di usufruirne come tutti gli altri.

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Messaggio da interforever » 9 giu 2011, 18:23

C'è una cosa che vorrei sottolineare del ragionamento di Spones. Il fatto che la Rai abbia abbandonato la piattaforma satellitare Sky, per aderire ad una nuova insieme a-bip-set. Questo fatto costringe tanti utenti (almeno due, io e lui) a non poter vedere le trasmissioni Rai via satellite. Quindi io pago il canone e non posso vedere quelle poche cose che mi interessano trasmesse dalla Rai (ad esempio partite della nazionale, formula uno, partite di coppa italia). Questa infelice scelta è figlia del conflitto di interessi, perchè il governo :smokin: in carica :lol: ha scelto di privilegiare i rapporti con quella che in teoria dovrebbe essere la concorrenza, abrogando una precedente disposizione del governo Prodi. Quindi io pago e non vedo. Permettere a me e Spones di essere un pò (anzi, un po', altrimenti The Gib e Dracon mi fustigano) incaxxati? Perchè questo, caro Ormazad, non c'entra con la tassa di possesso.


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Messaggio da Garak79 » 9 giu 2011, 19:44

Originally posted by spones

una cosa é l'imposta che viene versata per "arricchire" uno stato e incanalata in un calderone generale, un'altra é una tassa su un bene o un area particolare. Quel tipo di "tassa/imposta/balzello/pizzo" DEVE essere utilizzata in modo funzionale al bene o all'area competente. Punto. Nei paesi civili funziona così.
Infatti dovrebbe... Invece noi in Italia continuiamo a pagare l'accisa per la guerra in Etiopia pur avendo perduto l'"impero" 70 anni fa; ne consegue che o: <ul><li>l'Italia è un paese incivile</li><li>la guerra in Etiopia è continuata negli ultimi 70 anni e nessuno se n'è accorto</li></ul>
Purtroppo mi sa che è vera la prima ipotesi...

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Messaggio da ormazad » 9 giu 2011, 21:12

Ripeto che non è colpa mia ma il canone è una tassa di possesso del tutto indipendente dalla fruizione di uno o più canali RAI e dalla qualità dei medesimi .
Certo che è buffo : Tempo fa qualcuno non voleva pagare il canone perchè c'era Santoro , adesso a voi scoccia pagarlo perchè Santoro va via ...

E poi pagare le tasse non era bellissimo ?? :-))) .


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