Quanto vale la vita di un italiano?


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Quanto vale la vita di un italiano?

Messaggio da Gas75 » 18 giu 2009, 20:15

Due anni e sei mesi, secondo la Corte d'appello...

Il 26 novembre 2008, per la prima volta nel nostro Paese, un giudice riconobbe un pirata della strada responsabile di omicidio volontario. Oggi, la Corte d'assise d'appello di Roma ha riformato quella sentenza: non più omicidio volontario, ma omicidio colposo; non più 10 anni di reclusione, ma pena dimezzata. Cinque anni di carcere sono stati inflitti a Stefano Lucidi, 35 anni di Roma.

Il 22 maggio 2008 Lucidi investì e uccise, in un incrocio di via Nomentana a Roma, Alessio Giuliani e Flaminia Giordani, una coppia di giovanissimi fidanzati. Lucidi era alla guida di una Mercedes di proprietà del padre ed era in compagnia della fidanzata, figlia del'ex attaccante di Lazio e Napoli, Bruno Giordano; Alessio e Flaminia erano in sella a uno scooter. Dopo 5 ore di interrogatorio, il giovane confessò. In primo grado, dopo il processo con il rito abbreviato, il giovane fu condannato dal gup Marina Finiti a 10 anni di reclusione per omicidio volontario con dolo eventuale. Ma l'omicidio colposo è stato il titolo di reato oggi individuato dalla Corte per la sua sentenza; i giudici, comunque, hanno trasmesso il fascicolo processuale al pm per valutare l'eventuale ulteriore contestazione di omissione di soccorso.

"Non avrei mai creduto a una sentenza di questo tipo. Poteva essere l'inizio di un nuovo percorso di giustizia, oggi smentito clamorosamente", ha tuonato Teresa Chironi, madre di Flaminia Giordani, una delle due vittime. La donna, durante l'udienza, per due volte è uscita dall'aula in lacrime, non reggendo al ricordo dell'incidente. "Era un messaggio di giustizia, correttezza e dignità umana quello che ci aspettavamo", ha aggiunto mentre Sergio Giordani, padre di Flaminia confida: "Dopo questa sentenza, non mi sento più italiano". Se per il difensore di Lucidi, Franco Coppi, la sentenza di oggi è stata "corretta ed equilibrata", per il legale delle famiglie delle vittime, Francesco Caroleo Grimaldi, invece, è stato "un amaro passo indietro" e "ha prevalso una visione conservatrice del diritto rispetto a una corretta valutazione di un fenomeno sociale che non può ridursi a rango di una semplice imprudenza, ma che comporta settemila morti all'anno nelle strade".

Fonte

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5 anni di galera per due persone ammazzate. Non contano le attenuanti: due persone sono morte, si è spezzato per sempre il filo della loro vita, del loro futuro, e di quello dei loro eventuali figli.
E per lo Stato italiano, uno Stato buffone che sa farsi presente soltanto sotto le elezioni, ciascuna di quelle vite vale 2 anni e 6 mesi, se un assassino è punito con 5 anni di galera, senza dimenticare il beneficio dell'indulto.
Che dire? Auguro di tutto cuore al giudice che ha emesso questa sentenza indecente di provare sulla sua pelle la perdita di un figlio, e soprattutto di trovare innanzi a sè il menefreghismo e l'assenza di umanità di quella chimera che va sotto il nome di giustizia italiana.

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Messaggio da palmas73 » 18 giu 2009, 20:42

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.... di male in peggio, è inutile in italia non si può avere giustizia, è un paese marcio fino all'osso...
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Messaggio da VulcanSmile » 18 giu 2009, 21:14

Ne parlavo oggi con una collega.
Secondo me è giusto che non sia accusato di omicidio volontario.
Dopodiché, dovrebbero comunque dargli mille anni di galera, ma a mio parere mettersi colpevolmente e in modo abietto nelle condizioni di poter uccidere qualcuno rimane comunque molto diverso dal volerlo fare con un atto deliberato della volontà.
Sarebbe bello che in particolare den o ormazad o comunque chiunque abbia dimestichezza con le questioni giuridiche, qui sul forum, dicesse la propria con cognizione di causa.

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Messaggio da Gas75 » 18 giu 2009, 23:04

Allora Vulcan, se uno si mette al volante di un'auto senza avere la patente perché gliel'avevano tolta per lesioni provocate in passato, e fa del male a qualcuno, ne è volontariamente responsabile, perché ha coscienza di essersi messo a guidare non avendone le capacità, e sapendo di aver già "fatto danni" con la sua auto.
Ne è riprova la successiva omissione di soccorso.

Non ho competenze giuridiche, a parte una serie di vicende che mi hanno dimostrato come sia facile comprare una sentenza e farsi dissanguare dagli avvocati, ma credo sia sufficiente un minimo di umana sensibilità per affermare ancora una volta, questo schifo di giustizia italiana fa di tutto per ammazzare due volte la gente innocente e farla passare praticamente liscia ai palesi colpevoli.
In casi del genere, quando si è ben oltre il "sospetto" di colpa, io sarei per la pena di morte dopo aver scontato almeno 30 anni di lavori forzati in qualche miniera di carbone. E non credo questo sia incongruente con l'umana sensibilità: perché chi ammazza della gente come ha fatto Stefano Lucidi, non è un essere umano... o forse ne è l'esemplare perfetto, visto che i simili preposti a fare giustizia non sono capaci di fare il loro dovere.

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Messaggio da Dathon » 19 giu 2009, 1:12

Perché sia omicidio volontario, ci vuole la volontà di uccidere. Altrimenti occorre una riforma della lingua italiana, prima che della giustizia. E piaccia o meno, le pene non sono proporzionali al danno, bensì alla colpa.

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Messaggio da VulcanSmile » 19 giu 2009, 8:59

Gas75 te lo dico con il massimo rispetto, ma la seconda parte del tuo intervento getta una luce sinistra sulla ragionevolezza della prima.

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Messaggio da ormazad » 19 giu 2009, 10:14

Applicare la volontarietà ai pirati della strada è assurdo .
Per questi casi esistono le aggravanti ( reiterazione , sprezzo vita umana ) ma sovvertire la natura del reato per compiacere la voglia di sangue della gente è barbaro .

Comprare qualche sentenza potrebbe tornarmi comodo : mi dai qualche dritta Gas75 ??


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Messaggio da Gas75 » 19 giu 2009, 10:39

Mi spiace che, tirate le somme dai vostri discorsi, per voi la vita umana valga quanto ha sentenziato il giudice... E tra le righe me la chiamate pure "civiltà", se richiedere il giusto è un atto di barbarie verso un assassino.

@ ormazad: le sentenze le hanno comprate le controparti della mia famiglia, perché non siamo gente che inizia un contenzioso o una causa se non sono stati prima lesi i nostri diritti e non abbiamo delle solide basi per procedere. Come hanno fatto?
- hanno trovato un testimone (che all'epoca dei fatti si trovava a oltre 1.000 km dal luogo dove ha affermato di abitare) che innanzi al giudice ha dichiarato, sotto giuramento, il falso, e il nostro (ormai ex) avvocato non ha esibito le fotografie che comprovavano il contrario.
- l'avvocato della controparte s'è messo d'accordo col nostro, il quale trovava ogni volta scuse per non riceverci o aggiornarci sull'andamento delle udienze, finché la causa non è decaduta. Avvocato che è stato prontamente segnalato all'Ordine d'appartenenza... Ma intanto causa da rifare daccapo.

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Messaggio da den » 19 giu 2009, 12:03

Sapevo che la sentenza sarebbe stata riformata in appello, e credo che sia giusta. Ora vi spiego la mia opinione.

Il DOLO nel nostro ordinamento ha 3 gradi di intensità, eisste il dolo intenzionale, il dolo diretto e il dolo eventuale.
Il DOLO INTENZIONALE è il dolo di massima rimproverabilità, cioè si configura quando il soggetto agisce allo scopo di realizzare il fatto (es: uno spara e uccide, avendo di mira la morte di quell'uomo).
il DOLO DIRETTO si configura invece quando l'agente non persegue la realizzazione del fatto (descritto nella norma incriminatrice), ma si rappresenta come certa o come probabile al limite della certezza l'esistenza di presupposti della condotta o il verificarsi dell'evento come conseguenza della sua azione o omissione (es in relazione al presupposto della condotta--> ricettazione: un antiquario sa per certo che un determinato quadro proviene da delitto - ne hanno parlato i giornali ecc - e con questa piena consapevolezza decide di acquistare il quadro. es in relazione all'evento-->l'armatore per conseguire l'indennizzo da parte di una compagnia di assicurazioni colloca una bomba sulla sua nave a olorogeria, ciò che persegue l'armatore è l'indennizzo, ma ritiene come certo il fatto che qualche marinaio muoia)
DOLO EVENTUALE: si ha quando il soggetto si rappresenta come seriamente possibile (non come certa) l'esistenza di presupposti della condotta o il verificarsi dell'evento come conseguenza della sua azione od omissione e, pur di non rinunciare all'azione e ai vantaggi che se ne ripromette, accetta che il fatto possa verificarsi, in soldoni il soggetto agisce "costi quel che costi" mettendo cioè in conto la realizzazione del fatto.(es: c'è dolo eventuale di furto rispetto all'elemento "atruità della cosa" quando l'agente dubiti di aver traferito a tizio la propriietà della cosa, ma essendo interessato cmq a rientrarne in possesso, decida cmq di sottrarre la cosa a tizio, accettando l'eventualità che la cosa sia altrui.

Il dolo eventuale è il livello più basso di dolo, e rappresenta la linea di confine con la colpa (che è il nesso di causalità tra evento e azione od omissione determinata da negligenza, imprudenza, o imperizia, o violazione di leggi regolamenti, ordini o discipline. Un delitto è colposo quando l'evento, anche se preveduto, non è voluto dall'agente.), in particolare col grado più elevato di colpa, cioè la COLPA CON PREVISIONE DELL'EVENTO (c.d. colpa cosciente). SIa il dolo eventuale che la colpa cosciente hanno in comune l'elemento della previsione dell'evento, ma presentano delle differenze perché nella colpa con previsione l'agente si rappresenta il possibile verificarsi di un evento, ma ritiene PER COLPA che non si realizzerà nel caso conreto, e ciò in quanto, per leggerezza, sottovaluta la probabilità del verificarsi dell'evento ovvero sopravvaluta le proprie capacità di evitarlo. Invece il dolo eventuale richiede che l'agente ritenga seriamente possibile la realizzazione del fatto, e agisce accettando tale eventualità.

Esempi: un camionista effettua un sorprasso vedendo approssimarsi in direzione opposta un'auto e prevede la possibilità di una collisione con esito letale per quel conducente, la collisione si verifica e muore l'automobilista. Il camionistà risponderà di omicidio colposo aggravato dall'aver agito nonostante la previsione dell'evento se ha ritenuto per colpa che la collisione non si sarebbe verificata, o perché ha valutato male la distanza tra i due veicoli, o ha sopravvalutato imprudentemente la sua capacità di sorpasso.
Per contro risponderà di omidicio doloso (nella forma del dolo eventuale) un latitante che, incappato in un posto di blocco, dopo aver fatto finta di fermare la proria auto, repentinamente acceleri, speronando l'auto della polizia e provocando la morte di un agente che si trovava all'interno dell'auto. È dolo eventuale se si dimostra che il bandito, pur di sfuggire al blocco che avrebbe consentito la sua cattura, ha accettato persino la morte di qualche agente.

In sintesi,nel caso di specie è difficile ipotizzare che quel soggetto, nonostante il ritiro della patente, abbia accettato il fatto di poter uccidere qualcuno. Bisogna dimostrarlo che ha agito "costi quel che costi", e l'omissione di soccorso successiva non è stata contestata in quanto non può aversi concorso di reati in questo caso, ma bensì concorso apparente di norme, mancando il requisito del "fortuito ritrovamento" (ma questo è un dettaglio per cui ci vorrebbe un altro post). È stato giustamente affermato invece che il colpevole abbia sopravvalutato le sue capacità di guida "sportiva", fregandosene della possibilità di uccidere, che secondo me non gli è nemmeno passata per la testa (da qui l'insussistenza del dolo nella forma eventuale).

Certo, andrebbe riformata la legge come dicono alcuni, magari proponendo una presunzione assoluta di dolo nel caso ci incidenti stradali. La cosa sarebbe del tutto incostituzionale, in quanto contrasterebbe con il principio di legalità (Art. 25 co 2 Cost.), perché si addosserebbe un reato a titolo di dolo per un fatto avvenuto per colpa, e in una moderna civiltà giuridica questo non è tollerabile.

-E lei, come si sente?

-Professore, non le dico: Antani, come trazione per due anche se fosse super-bip-la bitumata ha lo scappellamento a destra...

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Messaggio da Gas75 » 19 giu 2009, 14:34

Quante belle scappatoie per mettere assassini in libertà nel più breve tempo possibile. :sad:

A quando una legge secondo la quale si possa arrivare a negare che la vittima sia morta?

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Messaggio da den » 19 giu 2009, 14:48

Non sono scappatoie, sono principi elaborati in secoli di idee. Le scappatoie si trovano nei codici di rito, o nella legge Simeone e Gozzini. La responsabilità oggettiva è una barbarie, per proporzione non puoi dare 10 anni a questo soggetto, in relazione con un altro che magari ha ucciso mediante dolo intenzionale. Mi sembra (senza offesa) che la tua opinione sia largamente influenzata dagli accadimenti personali relativi all'avvocato che avevi assunto, che si è comportato in maniera del tutto scorretta insieme alla controparte, e questo nelle cause civili è di frequente abitudine. Mi stupisce però che oltre al procedimento disciplinare i due legali non siano stati denunciati per truffa.

-E lei, come si sente?

-Professore, non le dico: Antani, come trazione per due anche se fosse super-bip-la bitumata ha lo scappellamento a destra...

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Messaggio da Galen » 19 giu 2009, 15:24

Originally posted by ormazad

Applicare la volontarietà ai pirati della strada è assurdo .
Per questi casi esistono le aggravanti ( reiterazione , sprezzo vita umana ) ma sovvertire la natura del reato per compiacere la voglia di sangue della gente è barbaro .
Qui sono d'accordissimo con te.

Originally posted by Gas75

Mi spiace che, tirate le somme dai vostri discorsi, per voi la vita umana valga quanto ha sentenziato il giudice...
Tralasciando la coerenza di una lezione sul valore della vita fatto da chi vorrebbe la pena di morte per legge,
è piuttosto scorretto da parte tua giudicare il rispetto degli altri per la vita sulla base di tuoi presupposti personali (e stupirti se gli altri non arrivano alle tue stesse conclusioni), peraltro definendo "il giusto" le proprie opinioni per poi dire che chi non è d'accordo con te non vuole la giustizia... troppo comodo.

"poi dice che uno si butta a sinistra... "
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Messaggio da pazzone Valtrix » 19 giu 2009, 15:35

Gas certe cose fanno inviperire anche me ma i tuoi giudizi e le tue "sentenze" sono alimentate da livore. Avresti fatto una figura diversa (ed avresti trovato il mio pieno appoggio) se nel tuo sfogo avresti reclamato pene più severe per i pirati della strada. Ovviamente non la pena di morte, sia chiaro: la legge del taglione lasciamola li dov'è.

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Messaggio da den » 19 giu 2009, 18:15

Il giudice non ha il compito di verificare quanto valga la vita umana, ha il compito di muovere un rimprovero personale all'autore del reato e irrogare la giusta pena in proporzione al tipo di reato e alle modalità di esecuzione di esso. Semmai il giudizio sul valore della vità lo si può desumere dal risarcimento che è stato disposto alle parti civili. Certo, sia il danno patrimoniale che non matrimoniale (cd morale) è di entità elevatissima, che nessuna somma potrà mai coprire, ma a rigor di logica è questo lo spunto da cui desumere il quantum di vita.

-E lei, come si sente?

-Professore, non le dico: Antani, come trazione per due anche se fosse super-bip-la bitumata ha lo scappellamento a destra...

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Messaggio da Dathon » 19 giu 2009, 19:20

Ma poi, anche ammesso che la pena debba essere proporzionale al danno --- che è una barbarie --- e anche ammesso che solo la morte dell'assassino possa compensare la morte della vittima --- che è pure un'assurdità, dal momento che il bilancio finale in termini di vite è -2, e non 0 --- se uno fa una strage, che gli facciamo? Ammazzarlo tante volte quante sono le sue vittime non è possibile. Ammazziamo lui e tutta la palazzina sua, alla israeliana?
Tutti i principi hanno dei limiti di applicazione. Non c'è nessuna oggettività in questi discorsi.

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